sabato 16 aprile 2016

Koh Jum pt. 2

I giorni su quest'isola sono stati lenti, caldi, avvolgenti. Non avevamo una routine ma ormai le giornate erano scandite da alcuni ritmi che abbiamo iniziato a seguire senza rendercene conto. A Koh Jum ci svegliavamo con il resto della foresta. I suoni che provenivano dalla fitta vegetazione alle nostre spalle sono stati la migliore sveglia della mia vita. Alle 6 eravamo già in spiaggia e ogni mattina era una sorpresa ammirare i disegni che i granchi e non so quali altri animali lasciavano sulla sabbia con le loro impronte durante la notte. Era tutto fermo e pacifico. Dopo aver fatto la nostra ottima colazione, prendevamo lo scooter e lenti andavamo verso quella che era la nostra spiaggia preferita al riparo dal vento che soffiava tutti i giorni. La strada che dovevamo percorrere è stata una delle mie parti preferite, un percorso lungo il quale non si incontravano macchine, ma al massimo motorini guidati a volte da ragazzini di 10-12 anni, oppure gruppi di scimmie sugli alberi o sull'altare di Buddha a curiosare tra le offerte. La natura selvaggia ci circondava in ogni angolo dell'isola. Una volta al giorno scendevamo verso il "paese" per trovare un po' di connessione e comunicare con le nostre famiglie. Nel giro di due giorni credo che tutti ormai ci conoscessero. 


Abbiamo anche avuto occasione di andare ad una festa in spiaggia. Il bar per quanto umile e costruito in maniera rudimentale, era bellissimo. Gestito ovviamente da ragazzi del posto che per la serata proponevano musica dal vivo e grigliata di pesce e pannocchie di mais. I cocktail erano buonissimi e dopo esserci rilassati, ascoltato un po' di buona musica davanti ad un tramonto bellissimo e mangiato del freschissimo pesce arrosto, siamo tornati a Coral Bay. Attraversare la foresta al buio, buio completo, è stata un'esperienza elettrizzante. Non ero proprio rilassata ma felice di poterlo fare, anche perchè non ero io a guidare! Lo scooter illuminava la strada davanti giusto il tanto per permetterci di evitare le buche, il resto era oscurità. 
Abbiamo visitato e fotografato alcune spiagge completamente deserte, questo era stato nelle mie fantasie il viaggio in Thailandia. Non mi aspettavo potesse accadere in quei giorni, ma quell'isola ha rappresentato quella parte del viaggio a cui ripensi quando sei a casa, sorridente ma con un nodo in gola. 
Lasciare Koh Jum è stato un po' doloroso, ma ogni giorno guardavo all'orizzonte le sagome delle Phi Phi Island, a circa un'ora di navigazione da Coral Bay, fantasticando su quelle meravigliose spiagge e baie. Così abbiamo scelto la successiva destinazione. 
La mattina del nostro settimo giorno una barca è venuta a prenderci in spiaggia ed è stato molto commovente ripartire così. 
Siamo saliti a bordo e caricato i nostri zaini, con gli occhi lucidi guardavo Koh Jum diventare sempre più piccola e prima di voltarmi a osservare le Phi Phi sempre più vicine e sgargianti, ho ringraziato e sperato con tutto il cuore di poterci un giorno tornare.



































Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...